'Io sono parte di tutto ciò che ho letto.' - J. Kieran

 


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UN VIAGGIO IN MAREMMA


Il romanzo è ambientato nella Toscana agro pastorale e nella pratica della transumanza pastorizia ed è collocato temporalmente all’inizio del fascismo (1922).

La pastorizia transumante toscana, poco conosciuta perché non descritta, ma assai importante fino a prima della guerra del 1940 come fatto sociale ed economico, è definitivamente cessata intorno al 1950 con l’avvento su larga scala dei nuovi mezzi di trasporto (in particolare gli autocarri) e l’abbandono da parte dei toscani dell’attività pastorizia.

Avendo vissuto periodi di vacanza estiva presso una zio in Mugello, famiglia di ex pastori transumanti ed avendone sentito parlare dai vecchi di casa, ho potuto ricostruire tratturi, usi e costumi. Per meglio documentarmi ho effettuato ricerche e contatti con gli ultimi pastori transumanti ancora viventi alla fine degli anni ‘80. Relativamente alla vita agricola alla Torre (località non facilmente raggiungibile, come il paese di Marcoiano, dalla meccanizzazione già presente nel 1948 nelle pianure dell’Arno) ho direttamente partecipato agli usi e costumi agricoli ancora presenti e provenienti da epoche remotissime. È stato un patrimonio culturale che ho conosciuto, che stava andando disperso, ma che ho voluto tramandare attraverso questo scritto.

I fatti e i luoghi della Maremma narrati provengono dalla mia conoscenza diretta in quanto fin da giovane ho avuto occasione di girare per questa terra. Ancora la amo e sento il bisogno via via di entrare in uno dei suoi forteti, a funghi, a caccia o semplicemente a quietare il mal di Maremma. Narrare allora una possibile storia dentro questi contesti, dandogli valore di romanzo, è stato l’artificio per ripresentare, a voi tutti che leggerete, questa vite, queste culture che ci sono appartenute e che ricordo con una grande e struggente melanconia per la loro scomparsa.

Molti dei fatti presentati appartengono ad episodi reali accaduti in luoghi e tempi diversi e riuniti in una storia. Le considerazioni sui fatti, le descrizioni, appartengono al mio più intimo io che ve li porge perché anche voi li sentiate vostri e ne gioiate quanto me. Vivere in libertà nei monti del Mugello è una delle più belle esperienze che possa fare un giovane. Senza vincoli o imposizioni psicologiche lo spirito non ha bisogno degli artefatti cittadini ne è costretto alle difese offensive per sopravvivere. Giovanni vive nel nucleo familiare ed in quello cresce a contatto con la natura e gli altri, mai avversari. Il lavoro agricolo, strumento di misura e di potenziamento della personalità, non lo abbrutisce, ma lo forma, soprattutto attraverso l’apprendimento di quelle conoscenze di base, oggi in gran parte perdute, che donano al giovane la percezione delle cose e una sua finezza di stile.

È così che si presenta Giovanni alla sua prima uscita nel mondo esterno in una avventura pericolosa con la sua prima donna, la “signora”. Anche per fuggire i rischi derivabili da questo incontro, i suoi lo inviano insieme al padre a prendere i contatti per un nuova residenza invernale del loro gregge nella maremma interna. In questo primo viaggio a Monterotondo Marittimo scopre posti e persone nuove. In particolare si incontra con alcuni socialisti in momentanea migrazione per fuggire ad eventuali purghe fasciste e fa amicizia con uno di essi che gli racconta la sua esperienza. Giunto a destinazione trova nella futura zona di transumanza il suo grande amore. Rientrato a casa, dimenticata la “signora”, occupa i suoi giorni nel lavoro dei campi, nella cura del gregge, nella pesca, nella caccia, con il pensiero rivolto ad Anna. Finalmente, dopo la vendemmia, la partenza per il viaggio con il gregge verso la Maremma ed il suo amore.

Il viaggio della transumanza dal Mugello alla Maremma dura una settimana. I pastori della Torre, come altre migliaia di uomini, donne e greggi, con quattrocento pecore da sorvegliare ed accudire, attraverso strade non tutte lisce e senza pericoli, affrontano le dure tappe del cammino. Ultima tappa a San Galgano dove Giovanni incontra un monaco molto particolare alla fine della sua vita. Infine nuovamente al Castello. L’incontro con Anna, apre nuovamente la loro storia. La vita dei pastori si intreccia con la vita di Anna e dei suoi familiari. La maremma in inverno mantiene tutte le suggestioni di questa terra selvaggia, ma generosa, nella natura, nei suoi abitanti, nel patos.

Contro l’amore dei giovani una ragazza del posto tende seri agguati a cui Giovanni resiste. La ragazza, abituata a vincere le sue partite, per ottenere quanto vuole si rivolge alla “Maga dell’Accesa”. Giovanni che ha chiesto la mano di Anna quando riparte per il Mugello la porta con sé. È proprio durante il viaggio di ritorno che la Maga dell’Accesa interviene su Anna per distruggerla così come richiesto dalla perfida ragazza.

A San Galgano Giovanni, per intervento del monaco, capisce la ragione della malattia di Anna e, solo con lei, forza il viaggio per arrivare al più presto al convento di Contea da padre Damiano, che potrà liberare Anna dalla persecuzione della Maga. Nonostante le difficoltà ed i danni ricevuti da Anna, i ragazzi riescono ad arrivare in tempo prima a Contea e poi alla Torre, dove Anna prende la sua nuova residenza come futura sposa di Giovanni.

Se questa è grosso modo la storia principale, vi sono intrecci con personaggi che, attraversando il viaggio di Giovanni, danno uno spaccato di mondi collaterali, per i tempi ed i luoghi, al mondo del giovane. Sono storie spesso vere, narrate dagli stessi pastori intervistati, che rendono il romanzo avvincente, pur dando informazioni importanti di quei tempi e di quelle terre interessanti la migrazione transumante.

ZONE UMIDE TOSCANE


Si tratta di un “trattato” sulle paludi toscane e sugli uccelli, in particolare migratori, che le popolano.

Inizia con un esame sistematico delle zone umide presenti, di recente bonifica, di nuova ricostruzione classificandole secondo il biotipo. Esamina le civiltà che si sono evolute ai loro margini prima di arrivare ad evidenziarne le attuali validità.Entra poi nel merito di come si affronta la palude, per chi la vuole vedere più da vicino e quali sono alcune delle sorprese principali che vi si possono incontrare. Di alcuni di questi oltre che la descrizione si riportano i tradizionali sistemi di cattura. Un'attenzione più specifica viene data anche ad un altro abitatore delle paludi: l’uomo ed il suo stare in palude.

La sistematica delle paludi toscane vede alcune possibilità di raggruppamento attraverso le dipendenze, i collegamenti, gli areali vallivi. Nelle zone umide è sempre stata importante la presenza dei pescatori e dei cacciatori per cui sono prese in esame alcune attività di caccia rispetto ai tempi delle migrazioni. Per le migrazioni sono state studiate le principali rotte interessanti la Toscana sia come rotte di discesa che di risalita.

La seconda parte del trattato affronta gli uccelli palustri divisi oltre che per sistematica zoologica per collocazione ambientale e presenza stagionale. Quasi tutti gli uccelli ancora presenti o ancora importanti sono descritti ed è presentata foto singola o di confronto a livello di famiglia.Vi sono inoltre tabelle calcolate empiricamente che danno una dimensione del fenomeno migratorio nel tempo. Per gli anatidi sono riportati gli areali di nidificazione, svernamento e le relative rotte. Inoltre sono riportate le stime di popolazione dell’areale eurasiatico e le stime di presenze in Toscana. Sono descritte le forme di caccia alle anitre e la stima delle catture in essere negli anni ‘70 ‘80. In ultimo il trattato riporta alcune ricette tipiche delle popolazioni delle zone palustri.

 

Loredano Cioni
Alberto Cola
Rosa Morena Tognon


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